Prima cosa: la garanzia non cancella il mutuo
Quella che spesso chiamiamo “garanzia 662” è la garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese, nato con la legge 662 del 1996. Mediocredito Centrale gestisce il Fondo. La garanzia aiuta la banca a concedere credito, perché copre una parte del suo rischio. L’impresa, però, deve continuare a restituire il finanziamento.
Se la garanzia copre il 60% o l’80%, questo non significa che tu debba restituire soltanto il 40% o il 20%. Significa che, se il mutuo non viene rimborsato, il Fondo può pagare alla banca una parte della perdita, secondo le regole applicabili.
Che cosa accade quando non paghi una rata?
Di solito la banca segnala il ritardo e chiede di regolarizzare la posizione. Possono maturare interessi di mora. Se il problema continua, la banca può prendere le iniziative previste dal contratto, anche chiedere il pagamento dell’intero debito quando ne ricorrono i presupposti.
Una rata saltata non fa scattare automaticamente il pagamento del Fondo. Prima vengono l’evento di rischio e le iniziative di recupero della banca; poi il finanziatore può presentare la richiesta di escussione della garanzia. I tempi e gli effetti concreti dipendono dal contratto e dalla disciplina applicabile a quel mutuo.
Il Fondo paga la banca. Il debito è finito?
No. Se la richiesta viene accolta, il Fondo paga alla banca la quota coperta della perdita. Da quel momento il Fondo può chiedere all’impresa di restituire quanto ha effettivamente pagato. La banca può continuare a chiedere la parte del credito rimasta a suo carico, se dovuta.
Per questo è importante chiedere un conteggio scritto: quanto hai già pagato, quanto resta di capitale, quali interessi sono richiesti, quanto ha versato il Fondo e quali altri recuperi ci sono stati. Lo stesso importo non deve essere incassato due volte. Anche le eventuali fideiussioni e ipoteche vanno esaminate una per una: non tutti i soci o amministratori rispondono personalmente solo perché l’impresa ha un debito.
Perché può arrivare una cartella da Agenzia Entrate-Riscossione?
Dopo aver pagato la banca, il Fondo, tramite il suo gestore Mediocredito Centrale, può procedere al recupero del proprio credito. Le regole prevedono anche l’iscrizione a ruolo: l’impresa può quindi ricevere una cartella dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, spesso chiamata ADER.
La cartella non significa che il mutuo sia diventato una tassa. Significa che il credito pubblico nato dal pagamento della garanzia viene riscosso con gli strumenti previsti per i carichi affidati ad ADER.
Quando arriva l’atto, non lasciarlo da parte. Puoi chiedere il dettaglio del debito e dei pagamenti, verificare la notifica, valutare una rateizzazione, segnalare all’ente creditore somme già versate o errori e chiedere la sospensione o proporre ricorso quando la legge lo consente. Non ogni contestazione sospende la riscossione e il giudice competente dipende dal tipo di credito e dall’atto: i termini vanno controllati subito. Se l’errore riguarda il credito richiesto dal Fondo, va coinvolto l’ente creditore; ADER gestisce la riscossione e gli eventuali vizi dei propri atti.
La banca ha già incassato il 30% o il 40% del mutuo: che cosa cambia?
Cambia molto, ma occorre guardare quanto capitale è stato davvero restituito. Le rate pagate contengono normalmente sia capitale sia interessi: dire «ho pagato il 40% delle rate» non basta per sapere qual è il debito residuo.
Facciamo un esempio semplice, senza interessi né spese. La banca ha erogato 100.000 euro. L’impresa ha già restituito 40.000 euro di capitale. Restano 60.000 euro di capitale da pagare.
| Garanzia | Quota Fondo sul residuo | Quota non coperta |
|---|---|---|
| 80% | Fino a €48.000 | €12.000 |
| 60% | Fino a €36.000 | €24.000 |
La banca non può sommare l’80% dei 100.000 euro iniziali ai 40.000 euro di capitale già incassati. Nell’esempio la base è il residuo di 60.000 euro, con i limiti della garanzia effettivamente concessa. Se sono maturati interessi ammissibili, o vi sono stati altri pagamenti e recuperi, il conteggio reale cambia. Dopo il pagamento, il Fondo può rivalersi per ciò che ha versato; la quota non coperta resta da verificare con la banca.
Che cosa conviene fare subito?
Scrivi alla banca prima che il ritardo aumenti. Spiega il problema e presenta una proposta sostenibile, basata sugli incassi che prevedi davvero. Puoi chiedere se sia possibile rimodulare le rate o trovare un accordo, ma nessuna sospensione o riduzione del debito è automatica.
Raccogli il contratto, il piano di ammortamento aggiornato, le ricevute delle rate, la documentazione della garanzia e le eventuali fideiussioni. Chiedi alla banca un conteggio che distingua capitale, interessi e spese. Se è già intervenuto il Fondo o è arrivata una cartella, chiedi anche il dettaglio dell’importo liquidato e del carico affidato alla riscossione. Una proposta a saldo e stralcio deve chiarire per iscritto che cosa accade ai crediti della banca, del Fondo e ai garanti.
La scelta giusta dipende da date, contratto, pagamenti e garanzie del singolo caso. Agire presto lascia più spazio per verificare i numeri e trattare una soluzione.
Se la tua impresa ha un mutuo garantito in difficoltà, possiamo partire dai documenti e dal piano di cassa. Leggi il metodo di lavoro o richiedi un’analisi preliminare.
Fonti ufficiali:
Fondo di garanzia: regole operative ↗ · Disposizioni, Parte VI ↗ · Art. 8-bis, DL 3/2015 ↗ · ADER: rateizzazione ↗ · ADER: sospensione ↗
Contenuto informativo. Ogni caso richiede una valutazione specifica.